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Data:   08/09/2009
Titolo:   FARMACISTA 33
Descrizione:   RIPORTIAMO ALCUNI ARTICOLI PUBBLICATI SUL QUOTIDIANO WEB DELLA FOFI, FARMACISTA 33, DEL 7 settembre 2009 - Anno 5, Numero 147, CHE RITENIAMO ESSERE DI PARTICOLARE INTERESSE PER TUTTI I COLLEGHI La nuova influenza non è la prima causa Il primo decesso in Italia di un paziente che ha contratto l'infezione da H1N1 "è da imputare solo indirettamente" al virus della nuova influenza A Lo sottolinea il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali in una nota, a proposito dell'uomo di 51 anni morto questa notte all'Ospedale Cotugno di Napoli. "Il paziente presentava da tempo gravi condizioni di base, con cardiopatia dilatativa e diabete grave, recentemente complicate da insufficienza renale. Nel corso del ricovero l'uomo ha sviluppato inoltre una sepsi da stafilococco, infezione già di per sé molto grave. Il decesso - afferma il ministero - è quindi da imputare solo indirettamente all'infezione da influenza A H1N1, in quanto in pazienti gravemente compromessi qualsiasi altra malattia febbrile favorisce tali esiti", aggiunge. "Occorre a questo punto distinguere casi come questo, in cui il decesso si verifica in corso di influenza da virus A H1N1 - spiega il ministero - dai rari casi gravi direttamente attribuibili a questo virus, come quello relativo al paziente ricoverato a Monza e affetto da polmonite virale primaria. Questi ultimi casi, in cui si verifica un effetto diretto del virus sui polmoni, sono preoccupanti ma per fortuna estremamente rari". L'Unità di crisi del ministero ha allo studio delle "misure specifiche da implementare su tutto il territorio nazionale per il riconoscimento precoce e la gestione ottimale di queste rare forme gravi dell'influenza A H1N1", conclude il comunicato. Sempre in tema di mortalità, l'ultimo bollettino diffuso venerdì dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) segnala un totale di 2837 decessi su oltre 254.206 casi confermati in tutto il pianeta. Il continente americano resta la regione più colpita, con 116.046 casi in tutto (2.234 fatali), ma i dati sul numero di infezioni sono sottostimati, dal momento che ai Paesi non è più richiesto di testare e registrare ogni singolo caso di nuova influenza, precisa l'Oms. "Il virus pandemico continua a essere predominante rispetto ai virus dell'influenza stagionale circolanti, in entrambi gli emisferi" continua l'Oms nel suo ultimo bollettino, sottolineando che al momento il virus non è mutato. "Tutti i campioni di H1N1 analizzati al momento - scrive l'Oms - si sono rivelati antigenicamente e geneticamente simili" al campione di riferimento. Dunque non si è ancora verificata la temuta mutazione in un patogeno più virulento. Vecchio vaccino protettivo? Rischia meno di contrarre il virus A/H1N1 chi l'anno scorso si vaccinato contro l'influenza stagionale. "O almeno questo quanto deduciamo servendoci dei dati disponibili in letteratura", spiega Giorgio Palù, presidente della Società italiana di virologia e presidente vicario dell'European Society for Virology (Esv). Il siero dello scorso anno, "trivalente, contiene pochi aminoacidi di differenza rispetto" a quello di quest'anno, "e anche se basta un 1% di diversità per far cadere in inganno il sistema immunitario e ammalarsi, possibile dedurre che chi si è vaccinato lo scorso inverno corra meno pericoli non solo di incappare" nel più classico dei malanni di stagione, ma anche di contrarre la nuova influenza. In pratica, si attiva "lo stesso meccanismo che rende i nati prima del '57 più immuni al virus A/H1N1". Per il medesimo principio, "sarebbe più indicato, a mio avviso - sottolinea il virologo - anticipare la vaccinazione contro la stagionale, in attesa che sia pronto il siero contro il virus A/H1N1. Se il vaccino per la nuova influenza fosse già disponibile, allora avrebbe un senso posticipare la vaccinazione contro la stagionale. Ma dato che dovremo attendere ancora, sarebbe preferibile iniziare l'immunizzazione contro l'influenza tradizionale, con la quale potremmo partire sin da subito".
     
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